Che tu sia benedetto, amico cappero

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Nella cucina di mia madre e prima ancora in quella di mia nonna, c’è sempre stato un piccolo angolo della dispensa destinato a due grandi vasetti: i capperi sotto sale e i capperi sotto aceto.

Da piccola avevo una forte vocazione per tutto ciò che si poteva aprire e mangiare. Quelle cose che non richiedevano un’interazione fra me e un fornello. E non sto necessariamente parlando di roba chiusa in una bustina colorata. Parlo di tutto ciò che passava per un consumo diretto, perché magari qualcun altro in casa l’aveva già predisposto a quest’uso.

Accadeva poi, inevitabilmente, che alla disperata ricerca di qualcosa di commestibile in pomeriggi solitari e annoiati, mi imbattessi in quei vasetti di capperi, unici superstiti di pregresse scorribande mie e altrui. E se i capperi erano gli unici superstiti in giorni di carestia, un motivo ci sarà stato. Avete mai provato ad assaggiare senza alcun accompagnamento un cucchiaio di capperi? Effetto bocca strizzata, impossibile ingurgitarne un secondo cucchiaio.

capperi e bruschette

Il mio atavico risentimento verso il cappero affondava le radici in questa sua incapacità di assecondare le mie voglie voraci, di placare la mia fame indolente, di esaudire i miei desideri di pigra ingurgitatrice.

Ma oggi è diverso. Oggi l’ho capito, il cappero. Oggi che tra me e i fornelli c’è più dialogo, l’ho capito. E l’ho perdonato. Di più: gli ho chiesto scusa. Perché a sbagliare ero io, non lui. Scusa, cappero. Sappi che io ti ho personalmente beatificato.

Che tu sia benedetto, cappero salva piatti scialbi! Che tu sia benedetto nelle insalatone. Che tu sia benedetto sulle friselle. Che tu sia benedetto nelle focacce e nella pizzaiola. Che tu sia benedetto quando dai carattere a ciò che non ce l’ha.

Possa tu avere gloria eterna e spazio fisso nello sportello della mia dispensa. Come è in quello di mia madre, come fu in quello di mia nonna.

E gratitudine infinita a chi lo raccoglie e lo predispone al mio uso. Pace e amore a tutti voi!

Tag: Gusto

Categoria: UN BOCCONE

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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