In alto le meloncelle… alla nostra salute!!!

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Avete mai provato la soddisfazione di scoprire che una delle cose che più vi piace sgranocchiare fa anche bene? Bello, vero?

A me è successo con le meloncelle. In fondo l’ho sempre saputo che male non potevano fare. Voglio dire: sono verdi, e già questo è un buon inizio. Quando addenti quella polpa così tenera e croccante ti senti in pace, perché ha un gusto delicato e pulito. E lo senti, lo senti nel tuo cuore che non ci può essere niente di malvagio che correrà a stringere solide alleanze con l’adipe sui tuoi fianchi o sul tuo addome.

Ma quando ti imbatti in pareri medici che, proprio quella meloncella che a te piace tanto, la consigliano per via del suo basso contenuto di zuccheri, perché è ricca di acqua e perché è nutriente ma leggera, pensi lo stesso “evvai!”. Anche se tu già lo sapevi.

È un po’ come se, davanti ad un nuovo balocco, un bambino chiedesse “posso giocarci?” e si sentisse rispondere “certo che puoi! Anzi, devi assolutamente farlo! Ti fa bene giocarci!”

Quindi…bingo!

Io, comunque, alla meloncella ho sempre voluto bene, fin da piccola. Era la mia stoviglia sgranocchiabile, il compromesso più riuscito della storia tra frutta e bambino. Vi spiego perché.

Quando ero tenerina, mi affascinava vedere i “grandi” che decretavano l’apertura di un banchetto alzando i loro bicchieri. Mi metteva allegria vedere quel balletto tintinnante sulla mia testa, mi sembrava quasi magica quella trama di braccia e di calici che racchiudeva in sé l’augurio di gioia e salute. E la serie infinita di cin-cin? Restavo in silenzio a contarli, perdendo sistematicamente il filo dopo pochi secondi.

Inevitabilmente, però, mi sentivo un po’ esclusa da questa festa nella festa. Io e i miei fratelli e cugini avevamo manine troppo pasticcione perché ci fosse consentito di afferrare il fragile gambo di un calice. E brindare con i comuni bicchieri dell’acqua non era altrettanto speciale. Avevamo bisogno di calici tutti nostri. Così, strappandoci la promessa (mai mantenuta) di starcene buoni e zitti per tutto il pranzo, ci guadagnavamo i nostri bicchierini di meloncella. Prerogativa solo estiva, purtroppo, ma va be.

Aspettavamo con trepidazione la fine del pranzo, consci che quei cocomerini, sbucciati, svuotati del seme e riempiti di acqua, ci avrebbero fatto entrare con onore nel club degli adulti brindanti. Ammetto che l’acqua prendeva un gusto un po’ slavato, ma chissenefregava! Avevamo dei “calici” fatti a mano, verdi e commestibili! Tanto bastava. E all’epoca ancora non sapevo perché tutti i grandi fossero tanto felici nel vedere noi piccoli mangiare quei bicchierini.

Ora lo so. E allora…PROSIT!

Tag: Gusto, Salute

Categoria: UN BOCCONE

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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2 pensieri su “In alto le meloncelle… alla nostra salute!!!

  1. Cara Laura, i tuoi articoli sono un tuffo al cuore, hai la grande capacità di farci tornare indietro con il tempo e evocare ricordi della nostra infanzia. In particolare la “meloncella” ,o come si dice a Leverano “spiureddra”, è legata all’immagine di mio padre che con il suo orto deliziava tutta la famiglia. Come affermi tu la meloncella rappresenta un toccasana per i diabetici e per chi vuole mangiare in abbondanza questo prodotto senza ingerire zuccheri. A proposito di ciò qualche anno fà sono intervenuto in un programma televisivo condotto dalla Isoardi su rai 2 proponendo diverse ricette a base meloncella.
    Grazie Laura buon lavoro.

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