L’ostinazione della mela cotogna

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Per quanti di voi non conoscessero la mela cotogna faccio una piccola, doverosa premessa.

Se il nome “mela cotogna” vi dovesse far venire in mente la mela che acquistate comunemente e magari mangiate a morsi, siete sulla strada sbagliata. La mela cotogna è simile alla cugina solo nella forma. Simile, non uguale. Ma ciò che la rende ancor più diversa è il suo carattere.

La mela cotogna è ostile, ostinata, talvolta vendicativa. La mela cotogna ti guarda e ti dice: tu non mi avrai mai! Vuoi farne marmellata? Benissimo, nessun problema. Se hai una katana. Se, invece, non ce l’hai, forse potresti avere qualche difficoltà.

Sì, perché della mela cotogna tutti ti dicono che è più aspra della mela, e tu pensi che la differenza sia tutta lì. Nessuno ti dice che se intendi farne marmellata dovrai ingaggiare una lotta senza esclusione di colpi.

Il guaio è che la marmellata di mele cotogne la vorrai. Perché? Perchè sì, fidati!

Ignara della strada che stai per percorrere, in uno slancio di genuinità, acquisti la tua preziosa materia prima e te ne torni a casa con una busta di odorosissimi pomi.

Piano della cucina libero, mele cotogne lavate, coltello in mano. Il primo stop ti arriva dopo due secondi netti. E il primo pensiero è: che ha questo coltello?

Tipicamente te la prendi con la lama e chiami il cambio dalla panchina. Ma anche il cambio non va bene. E neanche il cambio del cambio. A quel punto inizi a realizzare: o il tuo set di coltelli ha improvvisamente deciso di scioperare o quella che tieni in mano è una noce di cocco travestita. E tu, povera Biancaneve cascata con tutte le scarpe in quel perfido tranello ordito non più da una strega, ma dalla stessa mela, ti senti piccola e impotente. Anche perché di noci di cocco travestite ne hai una busta.

Ok. Respiri profondi. Se esiste la cotognata, esiste qualcuno in grado di pulire e tagliare quel coso. Mela cotogna, non vincerai!

Dopo infiniti minuti, in preda ad una gioia pressoché incontenibile, ti rendi conto che la tua prima mela è sbucciata. Completamente. Travolta dall’entusiasmo ti accingi a tagliare il primo quarto e… panico! Lama bloccata. Tagliare a listarelle il tuo piano di okite ti sembra un’impresa più facile. Lo sconforto è totale. Ci sono chilometri tra te e il traguardo e il tuo morale è ai minimi storici. Stai per arrenderti, ma poi… la vedi! È lì… è lucida, a quadrotti. Poi cambia… ora ti sta guardando, audace e voluttuosa, dall’interno di un vasetto. E poi ancora giace distesa su una frolla dorata. Compatta e granulosa, la sua dolcezza si percepisce con la sola vista.

Non arrenderti. Non rinunciare. Mai rinunciare a battersi. A quel lontano traguardo, la tua perseveranza sarà ampiamente ricompensata.

Tu, la tua crostata con marmellata di mele cotogne.

Tu, il tuo cucchiaino e un vasetto di pura bontà.

Tu e la dolcezza.

Non arrenderti. Ora va, e che la forza sia con te!

 

Tag: Amore, Gusto

Categoria: UN BOCCONE

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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