L’ultimo dei purciddhruzzi

Pubblicato il

C’è chi dice che le feste natalizie durino fino alla candelora, chi leva palline e coccarde il giorno stesso dell’Epifania, chi lascia tutto agghindato per l’anno dopo.
Per me Natale finisce oggi.
Non è una data fissa. Non è lo stesso giorno dell’anno scorso e non sarà lo stesso dell’anno prossimo. E no, non è nemmeno una data ufficiale universalmente celebrata.
Oggi è il giorno dell’ultimo purciddhruzzo.
Il MIO giorno del MIO ultimo purciddhruzzo. Fino a ieri era abbondanza, da domani sarà carestia. E sarà un LUNGO periodo di carestia, perché io so benissimo che nessuno varcherà la mia soglia con un piattino di purciddhruzzi in pieno agosto. La tradizione è tradizione. Anche quando è crudele. Anche quando ti impone le chiacchiere solo a carnevale e la puccia a pranzo solo alla vigilia dell’Immacolata.
Perché? Boh! Ci sono dei MUST nella vita.
Ma forse va bene così. Probabilmente non li apprezzerei così tanto se li avessi sotto il naso a giorni alterni.
Comunque, al di là delle elucubrazioni filosofiche consolatorie di circostanza, oggi è un giorno triste per la sottoscritta. Il BLUE MONDAY per eccellenza, quello in cui il fondo del barile lo raschi davvero, e non solo metaforicamente. Quello in cui ti accanisci a tirar via anche l’ultimo anesino dal piatto in plastica trasparente, quello in cui tieni stretto il tuo cucchiaino un po’ di più, un po’ più a lungo, perché sai che quello è l’ultimo bacio.
Di solito, durante tutto il periodo festivo, di purciddhruzzi me ne piovono un bel po’, con somma gioia della mia gola (un po’ meno dei miei fianchi). Ogni anno ne maturo una piccola scorta che mi consente un breve margine di autonomia e sopravvivenza. Più o meno ogni sera vado a piluccare di nascosto, solitamente prima della nanna. L’ultima coccola della giornata. Insomma, esattamente come consiglierebbe qualsiasi dietologo.
Ma questa sera non ci sarà nessuna coccola. Il piatto piange. Sarebbe già stata una serata mesta, ma ora lo sarà ancor di più, perché, tradita dalla golosità del pomeriggio, mi sono giocata in anticipo l’ultima carta. Adieu. Quell’ultimo manipolo di dorati purciddhruzzi svanito mentre ancora versavo lacrime di coccodrillo. Pazienza. Da oggi si svolta.
Mi metterò l’anima in pace e la smetterò di pensare ai purciddhruzzi.
Dopotutto devo iniziare a concentrarmi sulle chiacchiere.

Tag: Ricordi, Tradizione

Categoria: UN BOCCONE

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

Altri articoli della categoria "UN BOCCONE"

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *