Il luogo dei pensieri

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Un luogo solo tuo, un posto che pur mettendoti in mezzo agli altri riesca a isolarti completamente dagli altri. Per qualche minuto o per qualche ora non importa. Un posto insomma che aiuti a mettere “ordine” nella testa.

Io lo chiamo “il pensatoio”.

Il mio è un posto leggermente impervio; una scogliera a ridosso di Porto Selvaggio. Luogo facile da raggiungere in auto, però abbastanza nascosto e accidentato da costringermi a una piccola escursione finale con annessa ossigenazione forzata prima dell’immersione mentale.

È il mio pensatoio sin dagli anni dell’università, e lo è diventato quasi inconsapevolmente: i luoghi del cuore non si scelgono, sono loro a sceglierti!

Lasci la macchina a ridosso della strada nei pressi di uno slargo, poi un piccolo sentiero ti fa attraversare una lingua di terra rossa in spettacolare contrasto col blu del mare, e ti ritrovi velocemente sull’orlo di un piccolo precipizio da cui si scende verso piatte rocce simili a tronchi di colonne crollate sotto la furia delle mareggiate.

Lì c’è “la sedia”, lo scoglio che ho eletto come mia postazione preferita. La prima parte del mio ritiro consiste nel gustarmi il mare sotto e l’orizzonte che ogni volta, pur avendo gli stessi confini, si mostra con un vestito diverso, secondo le stagioni, l’ora o il vento.

A dire il vero il vento c’è sempre, anche quando attorno è calma piatta: la brezza marina e quella di terra danzano a turno sulle rocce bianche o sulle creste delle onde giocando a rubarsi e restituirsi calore.

Con lo sguardo perso nel blu di fronte, ecco che i pensieri cominciano a riaffiorare. Alcune volte lentamente, altre in maniera tumultuosa. Cerco di tirarli fuori e poggiarli lì sulle rocce di fronte a me. Li spiego e sistemo al sole, nella speranza che magari riscaldandosi sia più facile ritrovare il bandolo, il perduto punto iniziale, e così sbrogliare quella matassa aggrovigliata di fatti, emozioni, parole, paure e attese, in cui si sono trasformati.

Ammetto che a me e al mio pensatoio l’operazione di riassetto mentale non sempre riesce. Specialmente quando tardo più del dovuto a fargli visita, così che ci arrivo con un ammasso fuso di pensieri più che con un groviglio: in questi casi non c’è calore o bellezza che tenga, i nodi rimangono!

Mi rimane però ogni volta l’intima serenità di averci almeno provato e la consapevolezza che il mio pensatoio comunque una mano me la dia sempre, se non a chiarire, almeno ad accettare i miei immancabili limiti.

 (G. Grasso)

#pensierisfusi #salento #weareinpuglia #portoselvaggio

 

Tag: Salento, Ricordi

Categoria: #Pensierisfusi

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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2 pensieri su “Il luogo dei pensieri

  1. Giovanni complimenti per il tuo luogo dei pensieri! Potresti scrivere un libro!! Lettura scorrevole e piacevolmente descrittiva. Fa venir voglia anche a me di andare nel pensatoio. Io non ne ho uno in particolare ma da come hai descritto il tuo sembra quasi che averne uno ti aiuti a risolvere qualsiasi dubbio o difficoltà.

    1. Grazie Anna. Come ho provato a spiegare, il pensatoio (che potrebbe essere anche un piccolo angolo di casa nostra) certamente un aiuto lo dà. Soprattutto ad essere più sereni nell’ affrontarle le difficoltà. In quanto a risolvere dubbi e problemi, beh, …diciamo che non sempre hai garanzia di riuscita. Ma è gratificante provarci.

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