Novelle emozioni

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Quando ci sono molte cose da dire solitamente mi impappino e vado in panne, quindi devo impormi da subito un po’ di sano rigore e tenere a freno lo spirito da teiera in piena ebollizione che alberga in me in circostanze simili.

Partiamo dal quando e dal dove, due cosette semplici.

Scorso weekend, a Leverano. C’era “Novello in Festa”, Rassegna dei vini rossi del Salento giunta alla sua ventesima edizione. Io già ero piuttosto entusiasta all’idea di andarci, ma ciliegina sulla torta, semmai fosse servita, arriva l’invito della ciurma di M-EAT & SOUND, presenti in quei giorni con il loro stand abbraccioso. Allegria! Perché un panino, tutto sommato, si può prendere un po’ ovunque, ma dove li trovo degli altri orsetti del cuore in carne ed ossa abbraccio-dipendenti come me? Va be… a parte questo, c’è da dire che da quest’estate ho sviluppato una malcelata dipendenza anche dal loro panino con zampina. Quindi non hanno fatto in tempo ad arrivare alla fine della frase che io ero già materializzata davanti a loro. Roba che manco Harry Potter con le passaporte sarebbe stato più veloce. Comunque… sorvoliamo su questi dettagli e andiamo al dunque.

Immaginatevi una bimba che varca la soglia del Paese dei Balocchi. Quanto mi è piaciuto! I centri storici per me sono sempre suggestivi, ma vedere quello di Leverano agghindato così per l’occasione è stato quasi magico. Stradine con ombrelli colorati appesi a fili invisibili che dondolavano lievemente sulla mia testa. E poi svoltavi e camminavi sotto vele bianche che si susseguivano nei cieli dei vicoli. E ancora foglie di vite pendenti dai lampioni e, sparsi qua e là, angolini con teatrini, spettacolini e altre cosine meravigliose. E lo so che non era il Cirque du Soleil, ma a me vedere una street band che si fa largo nella piazza dietro la calda fiamma del mangiafuoco Enrico Mammut (sì, avete capito bene, Enrico Mammut), mi fa lo stesso un certo effetto. Che ci posso fare? Sono sensibile.

Ovviamente in ogni angolo il protagonista era il novello, e forse era per questo che la gente sembrava tutta calda e felice. O forse era per i gruppi la cui musica rallegrava l’aria. O forse era per quel delizioso profumino che ti avvolgeva fin da quando parcheggiavi e ti guidava misteriosamente nello stesso modo in cui la Mano Invisibile guidava l’economia secondo Smith, portando all’equilibrio e al benessere generale.

E poi, come se non bastasse, era prevista per i curiosoni una visita al birrificio BirraSalento. Tra le beffe del navigatore e quattro infingarde gocce d’acqua sono riuscita ad arrivarci tardi. Ho perso una parte del tour e del divertimento, ma quello che ho visto mi è stato sufficiente per capire che devo assolutamente tornarci. Devo farlo per forza, perché loro hanno una birra che si chiama Beggia e io non posso non parlarci, non dopo aver servito trappiste dai nomi complicatissimi che la gente mi indicava sul menù per evitare di pronunciarle. E poi voglio vedere come è fatto un mastro birraio, perché nella mia testa è un esserino a metà strada tra Babbo Natale e David Gnomo, e io ho bisogno di vederne uno per dargli una forma definita e definitiva. A costo di piantarmi davanti al birrificio con gli occhioni dolci.

Ecco. Lo sapevo che avrei divagato. Divago, divago sempre. Però questo era anche un po’ lo spirito delle tre serate. Perché è vero che era “Novello in Festa” e che c’erano tantissime iniziative legate al vino, ma c’era anche tanto altro.

E quale occasione migliore per scoprire e conoscere se non lì, sotto il cielo di un magnanimo Novembre, quando in mezzo al calore della gente senti che tutto, non solo il vino, è un po’ novello?

 

Tag: Eventi

Categoria: DUE CHIACCHIERE

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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