Occhi nuovi su vecchi orizzonti

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Nuotare con una balena e vedere le luci dell’aurora boreale. Lo ripeto spesso, la mia lista delle “cose da fare” comincia così. Il che non significa che queste sono le PRIME due cose da fare, sono solo quelle che desidero più ardentemente.
Nel frattempo, come tutti, ogni mattina mi sveglio, mi stiracchio, mi preparo il caffè e mi butto nel mio allegro circo quotidiano.
Da un po’ di tempo a questa parte, però, mi sono resa conto che, un po’ troppo stretta nella mia routine, ho cominciato a guardare lontano, a desiderare cose nuove, a cercare orizzonti diversi. Il che non è affatto un male, per carità. Ma stavo finendo per vivere proiettata in un mondo parallelo, rischiando di perdere di vista ciò che ho sotto il naso. E, soprattutto, stavo rischiando di farlo perdere di vista ai miei due marmocchietti che, al momento, costruiscono i propri futuri desideri anche sulla base della materia prima che hanno davanti agli occhi. Quindi, mi sono stoppata un attimo.
Perché va bene desiderare, ma sono abbastanza certa che, ora come ora, non potrei imbarcarmi per il Polo Nord. E, nell’attesa di poterlo fare, non è che posso passare le ore a girarmi i pollici! Qualcosa bisogna pur fare, perdindirindina!
Ergo, mi sono detta, mentre aspetto di avere eventuali nuovi orizzonti, perché non provare a guardare quelli che già conosco, con nuovi occhi? Con gli occhi della prima volta, come un’innamorata fresca fresca.
Per fortuna ho le mie due giovani leve: due paia di piccoli occhi che, in quanto a stupore, sono manna dal cielo.
E qual è una cosa che già conosco? “Una torre costiera”, mi sono detta.

Torre LapilloQui nel Salento siamo pieni di torri costiere! Ma dopo tre decenni (abbondanti) di vita qui, vuoi che mi stupisca ancora di una torre? Lo stupore scricchiola. Però sai com’è, ho due bimbi, facciamole conoscere anche a loro. E così mi sono tuffata in questa micro esperienza già nota. O, almeno, così credevo.
Perché un conto è andare e guardare in silenzio, un altro è avere accanto a te due piccoli inquisitori che vogliono sapere TUTTO! Che hanno davvero occhi di innamorati freschi, che sono portatori sani di meraviglia e di un’infinita sfilza di “perché”, che non muovono dal presupposto del “l’ho già visto”. E che mi hanno fatto riscoprire qualcosa che in realtà CREDEVO soltanto di conoscere.
Destinazione: Torre Lapillo.

Torre Lapillo 2Siamo saliti lungo la gradinata e siamo entrati nella torre, dove i due gentilissimi ragazzi della hall hanno cercato di venire incontro alle mie curiosità e di rispondere alle mie domande, malgrado i miei due marmocchietti, travolti dall’entusiasmo di quella esperienza inattesa, tirassero le mie mani con la forza e la tenacia di due yak da soma. Grazie ragazzi (e grazie al CEA Centro Educazione Ambientale Porto Cesareo)!
E lì ho scoperto che non sapevo proprio un bel niente.
Perché, tanto per dirne una, per me era scontato che alla torre si accedesse da sempre con quell’ampia, comoda scalinata. E invece no! Perché quelle torri erano parte di un sistema difensivo. E un’ampia scalinata, tutto sommato, non mi sembra una buona idea. Come a dire “Salve, nemici illustrissimi… salite pure, gradite un thè e dei pasticcini appena sfornati?” . Se ci rifletti un attimo, effettivamente, capisci che qualcosa non torna. E infatti, in origine, le scale non c’erano. Si saliva con una scala di corde e pioli, tirata giù all’occorrenza. Comodo, no?

Torre Lapillo 3Altra cosa bellissima, la cisterna. Che c’è di bello in una cisterna? Le conosciamo tutti le cisterne! La cosa bella di questa cisterna è l’ingegno che ci sta dietro. È stata costruita all’interno del sistema difensivo, pensata per i periodi d’assedio, quando i torrieri non avevano rubinetti da aprire e non potevano uscire per andare al supermercato. E la cisterna era inaccessibile al nemico, per impedirgli di avvelenare l’acqua. Voi ci avreste pensato? Io no. Bello, eh?
E poi scalinate lunghe e strette che portano l’una nella stanza dei viveri e delle armi (dove oggi sono esposti tantissimi affascinanti reperti) e l’altra sul terrazzo, dove la vista sul mare ti toglie sempre il fiato. Anche se è un orizzonte che già conosci.
E poi feritoie, caditoie, meridiane e tanto altro! Tante piccole curiosità da scoprire! I miei bimbi erano elettrizzati e mi hanno bersagliato di domande fino a sera!
Insomma, tanti tanti tantissimi pollici in su per questa bella esperienza! Andateci! La visita costa quanto un caffè, ma vale molto molto di più!
Una domanda su tutte, alla fine.
– Mamma, ma dove la facevano la pipì?
– Sai che non lo so, amore?
– E io mo dove la faccio?
E vabbè. Amore per la conoscenza, con un pizzico di interesse personale.

#frisellaedintorni

Tag: Mare, Salento

Categoria: DUE CHIACCHIERE

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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