Piccoli misteri di paese: la tomba senza morto

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Molte volte mi capita di entrare in luoghi che, magari, conosco da tempo e di soffermarmi su particolari che, per superficialità, non avevo mai notato prima.
È capitato così che, all’interno della Basilica di Santa Maria ad Nives di Copertino, l’occhio mi sia caduto su un qualcosa di cui, mea culpa, ignoravo completamente l’esistenza.
Sull’altare, sulla parte sinistra del coro, in alto, posata su un cornicione, vi è una statua di piccole dimensioni. Quella figura di un uomo raccolto in preghiera ha solleticato la mia curiosità. Di chi è quella statua? Come mai si trova lì? Francamente non ne avevo idea ma, raccogliendo un po’ di informazioni, ho scoperto che essa rappresenta Tristano di Chiaromonte, Conte di Copertino, e che, anche in virtù di quella statua, si è a lungo supposto che egli fosse stato sepolto proprio in quella Chiesa.
Lungi da me la volontà di improvvisarmi storica, ciò che mi è stato detto mi è sembrato interessante, e lo condivido qui, sperando di non seminare troppi errori.

La Chiesa di cui parlo era intitolata originariamente alla Vergine Assunta. Essa, attualmente, presenta tre ingressi: uno lungo la facciata laterale e due lungo la facciata principale. Di questi ultimi due, il principale è costituito da un’imponente porta bronzea e l’altro, sulla destra, è noto come “Portalino di Sant’Anna”. Sembra tuttavia che, nel 1700, gli ingressi su quella facciata fossero in realtà tre, ma il terzo ingresso fu chiuso proprio perché all’interno, su quel tratto di parete, venne realizzato un monumento funebre dedicato a Tristano di Chiaromonte. Ma tale monumento, molto sobrio, è la vera tomba di Tristano? L’epigrafe riportata sulla lapide collocata tra le due colonne, al di sopra del sarcofago, sembrerebbe deporre in tal senso, ma pare che, a smentirla, vi sia una discordanza cronologica. La data riportata nell’epigrafe, infatti, è il 1460 ma, la data effettiva della sua morte potrebbe non essere questa. Nel corso degli anni quel sarcofago è stato oggetto di molti studi che hanno portato a scoprire collocazioni precedenti, spostamenti, epigrafi scritte e riscritte, probabilmente con qualche errore che infittisce il mistero. E dunque, il luogo e la data di morte del Conte restano dubbi.
E quel sarcofago? Beh, sembra proprio che il monumento in questione sia in realtà un cenotafio, affascinante termine di derivazione greca, composto dalle parole kenos e taphos, ovvero tomba vuota.

Tag: Curiosità, Salento

Categoria: LUOGHI ED EVENTI

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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