Qualcuno mi faccia una serenata!

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Ok. Ve lo devo proprio dire.

Ieri sera mi sono ufficialmente innamorata del futuro sposo di una sconosciuta. Non so come si chiami, non so dove abiti, a malapena saprei dirvi che faccia ha, ma di uno che chiama tre menestrelli e si mette a cantare una serenata sotto la finestra della sua promessa, un po’ ti devi innamorare. Per forza.

Questi i fatti: ieri me ne stavo tornando brava brava alla mia casetta, quando mi sono imbattuta in un gruppetto di allegri ragazzotti che stava apparecchiando la strada con la propria presenza, un paio di chitarre e altrettanti tamburelli. Il gruppetto fa per spostarsi per farmi passare e io- pettegola- li accosto e chiedo loro cosa stessero facendo.

“Sorpresina per la futura sposa” ha risposto uno dei baldi giovani con un sorriso lievemente canzonatorio diretto ad un evidentemente emozionatissimo sposo. La strada non era larghissima, loro hanno fatto per addossarsi ancora di più al muro.

“Posso ascoltarvi? Me ne sto buona buona in un angolino, lo prometto!”. Lo sposo ha annuito e io mi sono guadagnata il mio biglietto in prima fila, anche se, in realtà, di spettatori non paganti se ne sono accumulati un bel po’ dopo di me.

serenata

Ora, magari a molti di voi sarà capitato di assistere ad una serenata, forse a qualcuno addirittura di riceverla o di dedicarla. Ma a me no. Mai.

E l’ho trovata una cosa sdolcinatissima, stucchevolissima, da mega carie plurima. Insomma, meravigliosa!

Non hanno suonato al citofono, non hanno chiamato al cellulare. A far affacciare Giulietta al balcone è stata la voce di Romeo – non un vero e proprio Pavarotti, questo bisogna dirlo, ma in fondo nessuno è perfetto.

E d’altra parte provateci voi a intonare da solisti una pizzica d’amore alla dolce pulzella che ha rapito il vostro cuore, il tutto davanti ad uno stormo di pettegoli come me. Ci vuole fegato. Altro che Mel Gibson in “Braveheart”. Questo è coraggio.

Comunque, torniamo a noi. Che Giulietta proprio non se lo aspettasse era palese. Non si era nemmeno affacciata, che già piangeva come una fontana. Ma non come una fontanella delle nostre parti. Una fontana in stile Las Vegas, tipo quelle del Bellagio, con tanto di guizzi e spruzzi.

Insomma, io che per natura tendo ad essere ben poco romantica e un tantino acidula, davanti a questa scena mi sono sciolta come un ghiacciolo al sole. A mezzogiorno. Del 15 agosto.

E allora… viva l’amore! Viva cupido e i cuoricini svolazzanti! E auguri agli sposi!

Detto questo, non costringetemi a rapirlo, quell’ignaro sposo. Qualcuno mi faccia la mia serenata, cortesemente.

Nella foto in evidenza un’opera di Salvo Caramagno.

 

Tag: Amore, Salento

Categoria: DUE CHIACCHIERE

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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