Rovinose partite di pallone con improbabili ciabatte da aggrappo

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Fare giuramenti sacri e perenni, nella vita può risultare un compromesso terribilmente difficile da mantenere. Mia nonna mi ripeteva sempre “non dire mai che da quella strada non ci passi”.
Che è un concetto giustissimo.
Perché, magari, proprio ciò che aborriamo, potrebbe, in alcune circostanze, rivelarsi l’unica via praticabile. E, volenti o nolenti, ci tocca percorrerla.
Non sto parlando di situazioni al limite. Mi auguro che per questa cosa, come per tutto, ci siano i dovuti distinguo e le dovute eccezioni.
Ma, in linea di massima, l’intransigenza e l’eccessiva rigidità potrebbero rivelarsi dei vincoli esageratamente stretti e annichilenti. Motivo per cui mantenere un po’ di sana elasticità di riserva non guasta.
Io, ad esempio, ho a lungo pensato che mai e poi mai i miei piedi avrebbero conosciuto l’onta della ciabatta da aggrappo.
Avete presente di cosa parlo? Parlo di comunissimi sandali. Una pianella sovrastata da un fascione volto a contenere il piede. Semplice e funzionale, soprattutto d’estate. Io non le ho mai amate particolarmente. Nel senso che le uso perché non trovo valide alternative, ma, esteticamente parlando, i sandali con fascione non hanno mai avuto un posto di particolare riguardo nel mio cuore.
Ma, fino a qui, il livello è ancora accettabile.
Capita poi che il fascione delle calzature in questione si allarghi quel tanto che basta per consentire alle dita di scivolare fuori dalla pianella di qualche millimetro. Ed è proprio allora che la ciabatta comune diventa ciabatta da aggrappo, perché le dita si avvinghiano alla punta della scarpa per non scivolare ulteriormente.
Il problema è che la ciabatta da aggrappo è praticamente un evergreen. Alzi la mano chi non ne ha mai vista una in circolazione. È un classico intramontabile, immancabile su spiaggia.
Quello che non mi sarei aspettato mai era di vederle ai miei piedi!
Ma, come dicevo prima, nella vita mai dire mai. Perché può succedere, ad esempio, di essere sfidati ad una partitina di pallone improvvisata.
E questo è precisamente quello che è successo a me. E malgrado avessi indosso un delicatissimo vestitino blu a pois bianchi e un paio di zeppe beige che attentano alle mie caviglie già in condizioni normali -figuriamoci se ci devo giocare a calcio- la voglia di accettare era troppa.
E così, le alternative si riducevano a rinunciare o a indossare le ciabatte da mare che avevo in macchina, per puro caso. Perché, nel caso specifico, l’opzione “a piedi nudi” non era ipotizzabile, visto che la partitina improvvisata vedeva come terreno di gioco un cortile con un piano di cemento talmente grezzo da scartavetrarti le ginocchia al solo sguardo.
Pazienza. D’estate si diventa per definizione più free, più liberi e spensierati. Quindi ci sta pure indossare un paio di sandali in gomma color rosa shocking sotto un gonnellino con volants, puntando a segnare con sommo fragore contro l’immancabile cancello di alluminio che ad ogni goal pare volersi schiantare al suolo. Fatto sta che quelle mie già discrete ciabatte rosa, a fine partita avevano un po’ ceduto, sollecitazione dopo sollecitazione. Ed io, che lì per lì ero tutta presa dalla soddisfazione per la vittoria e per l’aver conservato integri vestito e ginocchia, ho constatato con orrore che sì… ai miei piedi avevo decisamente un paio di ciabatte da aggrappo!!!
E va be… ho stretto le cinghiette e tutto è tornato alla normalità. Ma, per un momento, avevo comunque fatto parte di quella schiera che avevo sempre disprezzato più di ogni cosa. Pazienza. Come ripeteva mia nonna: non dire mai che da quella strada non ci passi.
Perché magari ci passerai e lo farai pure con un paio di ciabatte rosa shocking ai piedi. E da aggrappo, naturalmente.

 

 (L. Gaballo)

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UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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