Signora, non si butti!!

Pubblicato il

Probabilmente da quando sono mamma tendo ad essere un filino più ansiosa della media.
Davanti a tonfi di dubbia provenienza trasalisco facendo sobbalzare anche chi mi circonda, per poi scoprire che magari era solo il mio iperpesante calendario crollato per l’ennesima volta con tutto il gancio di corredo (a proposito, qualcuno sa dove comprare una ventosa efficiente? Perché al mio calendario iperpesante ma iperbello non posso proprio rinunciarci!)
Comunque.
Ogni colazione, ogni bagnetto, ogni trasferta, ogni passeggiata, diventa un potenziale set degno di “Shining”.
Però, da un po’, ho preso coscienza delle mie esagerate esternazioni di spavento e mi sto esercitando duramente per controllarle.
Si infrange per terra l’insalatiera di epoca vittoriana? Calma zen.
Si squarta la busta della spesa con dentro 12 uova, un vasetto di miele biologico e la bottiglia di Dom Pérignon? Nessun sussulto.
Sbattono cinque porte di casa all’unisono mentre stavo per appisolarmi nel più irreale dei silenzi? Niente fremiti.
Insomma, sto cercando di crearmi la mia corazza, per il bene delle coronarie di tutta la famiglia. È un lavoro molto arduo, perché devo scrollarmi di dosso quell’alone di pessimismo cosmico che mi circonda. Non voglio dire che sono cresciuta a pane e Leopardi, però mia madre è sempre stata una di quelle che ci teneva alla nostra biancheria perché – NON SI SA MAI – potevamo cadere e finire in ospedale.
Va be, torniamo a noi. In materia di “gestione delle crisi” sento di dover percorrere ancora una strada assai lunga.
Ieri, ad esempio, ne ho avuto l’ennesima riprova. Passeggiando allegramente tra vicoli e palazzi, in una tiepida mattinata marzolina, non mi aspettavo certo che lo spavento fosse nascosto dietro l’angolo. E invece… “mamma, ma perché quella signora sta seduta sul bordo di quel palazzo alto alto?”
Non so voi. Io, come dicevo, per indole penso al peggio. E mentre già prendeva forma nella mia mente un salvataggio alla Spiderman, ho realizzato.
Era la QUAREMMA!!!

La signora seduta sul bordo del palazzo era il fantoccio della Quaresima! Ma voi ve lo ricordate? Io erano anni che non ci facevo più caso. Francamente non credevo neanche che se ne vedessero più in giro.
Mi ricordo che da piccola mi affascinava tanto la storia di questa vecchina vestita di nero, con in mano un fuso e sotto la gonna un’arancia o una patata con tante penne quante sono le settimane della Quaresima. In casa nostra non l’abbiamo mai fatto questo fantoccio. Mi limitavo a guardarlo sui balconi degli altri (non tantissimi) cercando di controllare che, settimana dopo settimana, i legittimi proprietari fossero ligi al loro dovere e levassero una delle penne dall’arancia. Mi faceva sorridere quest’usanza, mi divertiva.
E ieri, quando mi ci sono imbattuta per caso dopo averla accantonata per anni tra pensieri lontani, mi ha fatto tornare quel sorriso di bimba.
Mi sa che devo tornare a stare ancora con il naso all’insù. E pazienza se inciampo e cado. Porterò dei calzini puliti con me, che NON SI SA MAI.

Tag: Ricordi, Salento

Categoria: DUE CHIACCHIERE

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

Altri articoli della categoria "DUE CHIACCHIERE"

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *