Breve storia di una trapunta ritrovata abbandonata sulle dune

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Capitò, dunque, che senza sapere come né per quale ragione, si ritrovò acquattata in un piccolo angolo di spiaggia.
“Cosa ci faccio qui?” si domandava, con aria tristemente sommessa. L’acqua l’aveva resa pesante, tanto che non riusciva più a smuoversi di un passo. La sabbia l’aveva ricoperta e le si era infilata tra le maglie, lacerandole, sfilacciandole. Il sole le aveva sbiadito la sua bella stampa a fiori, ancora lievemente visibile solo in piccoli angoli. Ricordava ancora quando, nelle fredde nottate invernali, adagiata su un letto, aveva confortato col suo tepore il sonno di chi giaceva sotto di lei. Si rivedeva profumata, linda, con i suoi colori vivi e nitidi.
Poi, d’improvviso era finita su quella spiaggia, schiaffeggiata dal vento, consumata dal sale. Come? Non se lo ricordava. Non ricordava chi l’aveva portata lì, ma era certa che quella spiaggia non poteva essere il suo posto.
Il tempo, da allora, era passato lento e inesorabile.
Aveva cercato di resistere, ma alla fine, stanca e logora, aveva iniziato a vomitare sulle dune la sua imbottitura, un tempo bianca e pulita, ora insozzata di detriti, di alghe e di sabbia. Il suo tessuto si era mantenuto integro il più a lungo possibile ma poi, sfinito, si stava via via mutando in lunghe strisce monocolore, fragili e sfilacciate.
Un giorno, degli occhi che passavano di lì la notarono, delle mani le scrollarono di dosso la sabbia che la opprimeva e poi, schifate dalla sua lordura, la infilarono in un grande sacco nero. “È la fine” pensò la povera trapunta, con aria afflitta.
Si lasciò sbatacchiare un’ultima volta, guardò quel mare sulla cui riva era rimasta distesa per tutto quel tempo e salutò quelle mani, le ultime che avrebbe visto. Tutto aveva immaginato, quando giovane e nuova, ornava quella piccola camera da letto. Tutto, tranne che avrebbe finito i suoi giorni su una duna, inzuppata dall’acqua salata, sbiadita dal sole, coperta di sabbia.
“Non doveva finire così” disse tra sé e sé, mentre il sacco nero le si richiudeva sopra. Sulla spiaggia, ovunque, rimasero piccoli pezzi di lei, a memoria di quella fine. Di quella fine che non avrebbe dovuto fare.

 

Tag: Salento

Categoria: #Pensierisfusi

UN PO' DI ME

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Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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7 pensieri su “Breve storia di una trapunta ritrovata abbandonata sulle dune

  1. Having read this I thought it was rather informative. I appreciate you taking the time and effort to put this information together. I once again find myself spending a significant amount of time both reading and posting comments. But so what, it was still worthwhile!

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