Tina Marzo: quando l’arte diventa un tutt’uno con te

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Nella mia cucina vanto un frigorifero di modeste dimensioni che, da qualche anno, si è trasformato in una affollatissima bacheca. Vi fanno splendida mostra di sé i vari attacchi d’arte dei miei pargoli. E non saranno certamente dei Cézanne, ma per la sottoscritta hanno il loro perché.
Avvicinare i miei marmocchietti all’arte nelle sue varie forme ho sempre ritenuto fosse una cosa buona e giusta. Leggere, ascoltare, osservare: la stimolazione della loro fantasia passa attraverso molteplici canali. Non perché aspiri a farli diventare i nuovi Gauguin, o dei novelli Hugo, o dei provetti Mozart. È solo che, tra una beatissima Masha e un’inevitabile Peppa Pig, fornire di tanto in tanto un’alternativa che non ronfi, che non canticchi, che non sia un’adorabile palla di pelo, ci può stare.
Con pieno beneficio anche dei miei occhi e delle mie orecchie.
Ma come si possono avvicinare due marmocchietti ad una qualsivoglia forma d’arte che non preveda estrose macchie di vernice sparse sul tuo diafano pavimento? Di solito i tour tra dipinti ed opere d’arte sono scanditi da compostezza e mesto silenzio. Due caratteristiche che dalle mie parti, attualmente, scarseggiano.
Non sto crescendo Conan il barbaro, però evito i luoghi in cui le loro voci potrebbero tintinnare con eccessivo fragore. E questo per il bene loro, mio e dell’intera comunità.
Sarà per questo che una mostra d’arte interattiva 3D ha attirato la mia attenzione.
L’esposizione è di Tina Marzo art Drawing e la mostra è davvero interattiva e tridimensionale. Le sue opere colorano pavimenti e pareti del Palazzo De Marco, a Maglie. Ci si può (anzi, ci si deve!) avvicinare, ci si può sedere sopra, si può lasciare spazio alla propria fantasia e al proprio estro, dialogando con opere che escono fuori dalle consuete cornici e che, affondando nell’anamorfismo, trovano la loro vera ragione d’essere nelle giuste angolazioni.
Di grande effetto, non c’è che dire.
Una mostra che ha suscitato molto interesse (e assolutamente non solo tra i piccoli, anzi!). È stato davvero bello girovagare tra queste opere, vedere e percepire il grande entusiasmo delle numerosissime persone presenti.
Ok, lo ammetto. I miei pargoli si sono innamorati un po’ troppo della mostra. Ad esempio, non è stato affatto facile tirarli fuori dalla stanza piena zeppa di palloncini rossi.
In primis perché quale valida argomentazione potrebbe mai convincere un infante euforico a venir via da una stanza in cui i palloncini riempiono ogni angolo (e non parlo solo del pavimento!)?
In secondo luogo perché, ignara della presenza di quest’angolo “red bubble”, avevo incautamente vestito la mia piccola lady con un abitino rosso. Quindi, una volta entrata lì dentro, si è mimetizzata alla perfezione, come un camaleonte, e io riuscivo a malapena a capire dov’era solo grazie alla nuvola di palloncini che si muoveva ben poco misteriosamente attorno a me.
Ma quello dei palloncini è stato solo uno dei tanti momenti di esuberante, autentica e spensierata vivacità della serata.
Grandi e piccini non vedevano l’ora di scoprire l’opera successiva, di misurarsi con un nuovo dipinto, di fare finta di essere un microscopico topolino sotto le vibrisse di un tenerissimo micio o di essere un lillipuziano sotto una scarpa gigante che si accinge a schiacciarti.
Insomma: una mostra in cui ci si può calare, in cui l’opera sei tu che ti incastoni nell’arte, in cui interazione e scoperta sono le parole d’ordine.
Se ci volete andare affrettatevi, perché sarà lì ancora per poco.
Tina Marzo- L’arte interattiva 3D- Palazzo De Marco, Maglie.
Il costo del biglietto è di 3 euro. La soddisfazione vale molto di più.

 

Tag: Arte, Bambini, Mostra

Categoria: LUOGHI ED EVENTI

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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