Chi trova un amico, trova sausari e tesori

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Ieri è stata una giornata super.
Ho scoperto una cosa straordinaria e ho avuto conferma di una cosa ancor più straordinaria.
La prima, che è un’assoluta novità per me, si chiama sausaro.
La seconda, che non è una novità ma che non finirà mai di stupirmi, si chiama amicizia.
Di sausari avevo sentito parlare per la prima volta non molto tempo fa. Mi furono descritti come un qualcosa di meraviglioso, ma ormai non particolarmente diffuso sulla tavola. Tanto bastò ad accendere la mia curiosità. Ho vagato a lungo alla loro ricerca. Niente. File not found.
Fino a quando, qualche giorno fa, questo “cold case” è stato inaspettatamente riaperto.
Ero a cena con una coppia di amici, Stefano e Maria Lucia. Tra un boccone e l’altro, con il palato stuzzicato da quello che rapidamente stava scomparendo dai nostri piatti, salta fuori il discorso di un’erbetta gustosissima. Un’erbetta che il padre di Maria Lucia, come un abile cercatore di tesori, riconosce e raccoglie, e che la madre, cuoca provetta, prepara di tanto in tanto.
Una cosa che non in molti conoscono… una cosa che cresce vicino al mare…
FERMI TUTTI! Sono loro! Me lo sento…
Già lì ero sul punto di piangere per la felicità! Allora esistono davvero… e qualcuno li prepara ancora, li mangia ancora! Che meraviglia!

sausari
Per me già quello era un enorme traguardo. Non una delle voci confuse di Internet, non un prezioso ricordo lontano nel tempo. No. Un riferimento nel presente!
Wow, wow e ancora wow!
Me ne sono tornata a casa con 32 denti in bella vista e una colonna sonora personale ad hoc che mi girava in testa: I’m walking on sunshine… woooah…
Ed ero conciata così solo per averne parlato!
Figuratevi come ero messa ieri sera, quando, alle 10, mi suona a casa Stefano con una coppetta di sausari già belli e pronti. Non ci potevo credere! La bontà di due persone in un recipiente dal coperchio bianco.
Ve l’ho detto: l’amicizia è una cosa che non finirà mai di stupirmi. Perché, per me, non c’è una spiegazione logica al fatto che qualcuno, nel traffico convulso di tutte le nostre vite, alla fine di una lunga giornata di lavoro, si infili in auto e venga dal suo paese al mio (perché non siamo nemmeno compaesani) solo per portare qualche etto di felicità. Una bella porzione di sausari raccolti, puliti, cotti e addirittura portati a domicilio. Così, come se fosse niente. Con semplicità.
E io, per la prima volta, potevo vederli e assaggiarli, i miei tanto agognati sausari. Quella cosa che in italiano si chiama salicornia e che sul web è descritta quasi come una roba magica, usata anche in ambito estetico e terapeutico. Quest’erba tanto spontanea quanto sconosciuta ai più e che già solo mangiarla è un’esperienza a sé. Perché, sappiatelo, si mangia con le mani, rametto dopo rametto, sfilandone la parte carnosa da un filino interno sottilissimo ma legnoso. E questo è un segreto che ti devono svelare, perché a vederli così tenerini non lo sospetteresti mai che, buttandolo in bocca tutto intero, ti ritroveresti con un pezzettino di spago tra i denti. E anche le dritte per la cottura non guastano. Prima fra tutte “occhio al sale”, perché tanto sono già saporiti per natura.
E io, che li ho assaggiati conditi con un semplice filo d’olio, posso confermarlo: davvero buoni!
Se poi sono conditi con l’amicizia sono semplicemente unici!
I’m walking on sunshine… wooooooah….

 

Tag: Amicizia, Salento, Salute

Categoria: DUE CHIACCHIERE

UN PO' DI ME

Foto profilo

Passeggio, assaggio, osservo, ascolto.
Mi faccio spesso travolgere dall’onda delle mie ben poco raffinate emozioni.
Esperta di nulla, curiosa di tutto, vivo nella convinzione che la bellezza è nell’occhio di chi guarda, il gusto nel palato di chi assapora, lo stupore nella mente di chi si lascia sempre un po’ sbalordire.
In fondo il sole scende ogni giorno sotto la linea dell’orizzonte. Ma il tramonto è tutta un’altra cosa.

 

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9 pensieri su “Chi trova un amico, trova sausari e tesori

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